Svuotare la mente con una tazzina (Storia Zen)

svuotare la mente

Per uscire da situazioni di difficoltà che sembrano irrisolvibili dobbiamo saper svuotare la mente affidarci a qualcosa di nuovo e quindi di sconosciuto. Il pensiero Zen, antico come il mondo, fa riferimento al concetto di vuoto come uno spazio a cui affidarsi e da cui attingere nuove energie e risorse. 

In questo articolo troverai ispirazioni e passi pratici da cui partire per applicare questi concetti antichi e apparentemente astratti, alla tua vita quotidiana per ritrovare la strada verso il benessere e la serenità. 

Storia Zen: l’importanza di svuotare la mente e fare spazio al nuovo

“Mi sembri stanco.
Hai scalato questa montagna, arrivi da lontano.

Prima di tutto, lascia che ti serva una tazza di tè”  Così rispose il Maestro Zen, alle sue incalzanti richieste. E si mise a preparare il suo tè.

Il professore ribolliva di domande.
Si era recato a far visita al Maestro per interrogarlo sul senso dello Zen e della Meditazione. 

Mentre preparava il tè e l’aroma si spargeva nell’aria, il Maestro disse: “Aspetta, non avere tanta fretta. Chissà, perfino bevendo un tè, potresti ricevere una risposta alle tue domande… e forse, anche prima di allora”.

“Tutto il mio viaggio per niente. Quest’uomo è pazzo! Come posso ricevere le risposte che cerco bevendo un tè? È meglio andarsene, magari dopo aver bevuto questa tazza di tè!”  Pensò il professore.

D’altra parte, si sentiva stanco e forse era meglio rifocillarsi prima di ridiscendere da quella montagna.

Il Maestro servì il tè, fino a riempire la tazza del suo ospite, e poi continuò a versare. Il professore guardò incredulo traboccare il tè dalla tazza e non riuscì più a trattenersi:

“Fermati! Non vedi che la tazza è piena? Non ce n’entra più!”

“Come questa tazza” disse il Maestro “tu sei ricolmo delle tue opinioni e congetture. Come posso spiegarti lo Zen, se prima non vuoti la tua tazza? La tua mente è così piena di domande che non avresti spazio alcuno per assimilare la mia risposta.

Eppure sei un uomo intelligente: hai potuto vedere che né la tazza né il piattino potrebbero contenere una sola goccia di tè in più. Ebbene, allo stesso modo, da quando sei entrato qui dentro, questa piccola dimora trabocca delle tue domande!” continuò il Maestro Zen.

“Ora torna indietro, svuota la tua tazza e poi ritorna. Prima di tutto crea un po’ di spazio dentro di te.”

Lo Zen e l’arte di affidarsi al vuoto

svuotare la mente e affidarsi al vuoto

Il pensiero Zen, ci parla del concetto di vuoto come uno spazio a cui affidarsi per attingere nuove energie. Il vuoto rimanda a qualcosa di sconosciuto, nascosto, in ombra.

È nell’ombra, infatti, che risiedono le radici. Solo nelle profondità del nostro essere possiamo connetterci con la saggezza primordiale che risiede in ciascuno di noi. Sarà lei a condurci fuori dalle difficoltà e indicarci la strada.  

Per entrare nei regni del profondo e riceverne i doni, bisogna farsi vuoti e nudi. Occorre spogliarsi di tutte le illusioni di conoscenza. Come il saggio, che più sa e più sa di non sapere. E per questo rimane sempre come una tazza vuota per accogliere tutto l’Universo dentro sé, senza illudersi di contenerlo o afferrarlo.

Cerca il vuoto per accedere alle tue risorse interiori 

Affidarsi al vuoto significa essere consapevoli che non sarà la razionalità a guidarci verso soluzioni che non conosciamo. Così come non sono le foglie a dare linfa vitale alla pianta. Allo stesso modo i nostri pensieri sono troppo deboli e superficiali per trovare strade nuove e sconosciute

Ma le radici, il seme, sì che ne sono capaci. La nostra parte profonda, ne è capace. Ma i suoi linguaggi non sono fatti di parole e nemmeno di pensieri razionali. Viaggiano su altre frequenze, quelle delle immagini interiori

I pensieri non risolvono i problemi 

L’idea che pensare e rimuginare sui problemi aiuti a trovare delle soluzioni è profondamente sbagliata. Così avrai una mente tormentata. Come un lago diventa torbido quando le sue acque sono agitate, così la mente non ti aiuterà a vedere con chiarezza se è ingombra di troppi pensieri e preoccupazioni.

Le soluzioni arrivano quando guardi altrove. Quando sposti lo sguardo da tutto quello che già conosci. Quando lasci andare i pensieri, senza trattenerli. 

I problemi non si risolvono pensandoci di più ma smettendo di pensarci. Quando un problema ti affligge o un disagio ti disturba, cerca di vedere altro. Rivolgi lo sguardo altrove. 

Non significa far finta di nulla o comportarsi come se il problema non ci fosse. Tutt’altro. Significa prendere coscienza dei propri limiti e delle proprie risorse e sapere come attivarle. 

Non significa nemmeno avere la pretesa che la nostra mente sia completamente vuota e senza pensieri. Svuotare la mente significa piuttosto guardare i pensieri come nuvole passeggere, senza attaccarsi ad essi, sapendo che sono effimeri. 

Svuotare la mente significa ricercare il vuoto che esiste tra un pensiero e l’altro. Ricercare il silenzio tra una parola e l’altra. Il nulla che affiora nelle pause tra ogni respiro. 

Mentre tutto scorre, cerca il vuoto.   

Per svuotare la mente lascia andare il passato 

svuotare la mente con lo zen

Parlare dei problemi continuamente, lamentarsi e raccontarsi la propria storia da un’unica prospettiva non aiuta a stare meglio. Continuare a ripeterti quello che già conosci non potrà portarti verso territori ancora inesplorati. 

Per uscire da situazioni di difficoltà, che sembrano apparentemente irrisolvibili, dobbiamo affidarci a qualcosa di nuovo e quindi di sconosciuto. 

Per far entrare il nuovo dobbiamo creare spazio dentro di noi, mettendo da parte convinzioni, opinioni e certezze. Metti in dubbio tutto quello che già conosci, liberati dalle idee su di te, sugli altri, sul mondo. Uscire da queste prigioni: è questo il lavoro da fare.

Liberati dai giudizi mentali che ti imprigionano 

Creare spazio, svuotare la mente dalle convinzioni è l’unico modo per ampliare le prospettive e superare i propri limiti. Liberarsi dai giudizi di giusto e sbagliato, ci aiuta a vivere la nostra vita in tutte le sue sfumature.

Senza abbracciare il lato ombra dell’esistenza, quella parte sconosciuta e invisibile, non saremo mai liberi e completi.

Cercare uno spazio vuoto significa allenare l’arte dell’ascolto interiore. Significa aprirsi a qualcosa di ignoto e misterioso. Certo non è facile perché la mente ha paura di abbandonare le certezze illusorie sulle quali si aggrappa ferocemente.

Se vuoi essere felice, se desideri trovare il tuo centro, resta disponibile a svuotarti per accogliere nuovi punti di vista, per assorbire nuovi significati, per creare nuove realtà, per fluire con l’esistenza stessa.

Svuotare la mente per connettersi con l’anima

Per uscire dai problemi, quindi, dobbiamo spogliarci dai giudizi e dalle credenze illusorie che rischiano di bloccarci nelle sabbie mobili delle nostre convinzioni. Dobbiamo lasciarci guidare da una presenza sconosciuta e nascosta: la nostra Guida Interiore

Per farlo è necessario diventare abili ascoltatori di queste frequenze sottili e riconoscere i linguaggi del mondo interiore con cui la nostra anima ci sussurra costantemente. E poi rispettarne i codici.

Se non lo facciamo e restiamo nei pensieri e nei ragionamenti i problemi si cronicizzano, le ferite emotive si infettano e la guarigione non trova spazio per avvenire. 

Affidati al linguaggio dell’anima: le immagini interiori

Per allontanarsi dai pensieri e svuotare la mente bisogna immergersi nelle profondità dei territori interiori. Anche se questi possono sembrarci misteriosi e sfuggenti, come un sogno al mattino che non vuole farsi guardare o come un fondale di un’acqua troppo profonda.

Per emergere dai disagi e dalle difficoltà emotive e trovare la via di uscita a situazioni che non sembrano averla, è necessario affidarsi al vuoto e, quindi, affidarsi all’anima.

Conoscere il linguaggio dell’inconscio e delle emozioni fatto di immagini, sensazioni, sogni, intuizioni significa aprirsi a nuove prospettive, a nuove possibilità di realizzazione.

Imparare a lasciarsi guidare dalle immagini interiori è la chiave per accedere alla nostra anima, alla nostra Guida Interiore, l’unica che può condurci sulla strada della serenità più autentica.

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