Come essere sempre positivi? (Ecco perché non dovresti sforzarti)

come essere sempre positivi?

Durante un recente incontro del percorso di gruppo Liberi dall’ansia, una persona mi ha detto: “Sto molto meglio, ma alcuni giorni non riesco a stare sempre al 100%. Come si fa a essere sempre positivi?” 

Questa domanda racchiude una falsa credenza molto diffusa: pensare che stare bene significhi essere sempre positivi, senza mai provare emozioni scomode.

La mia risposta è semplice: 
Non può esserci sempre il sole.

Ci sono giornate limpide, tempeste improvvise, stagioni che cambiano.

Le perturbazioni non sono nemiche: sono naturali e necessarie. Fanno parte del cambiamento e della crescita. Emozioni come la rabbia, la paura o la tristezza non sono “sbagliate”: hanno una funzione precisa.  

Quando sforzarsi di essere positivi alimenta la sofferenza

Ti impegni su un progetto importante e qualcosa va storto: sentirsi frustrati o delusi non è debolezza, è naturale. 

Dopo settimane in cui sei riuscito a gestire l’ansia, una sera senti un’agitazione senza motivo apparente: è il tuo corpo e la tua mente che elaborano esperienze e tensioni.

Ricevi una notizia inattesa affiorano pensieri, preoccupazioni e paure: è comprensibile quando si sta attraversando un periodo difficile.

Non possiamo eliminare le sfide, e non possiamo sopprimere le emozioni. Entrambe servono ad evolvere.

Ma c’è una differenza fondamentale:

  • Le emozioni spontanee hanno una funzione evolutiva: ci parlano, ci guidano, ci mettono in contatto con bisogni, desideri, nuove consapevolezze.
  • Le emozioni generate dai nostri schemi mentali tossici – domande sbagliate, ragionamenti auto-distruttivi, autocritiche e giudizi – aumentano ansia, sofferenza e frustrazione.

Giudicare un emozione come negativa o inappropriata, sentirsi sbagliati se si prova un’emozione scomoda, finisce per alimentare la sofferenza e la frustrazione.

Sforzarsi di essere sempre positivi equivale a reprimere costantemente qualsiasi emozione o sensazione di disagio. Ma ogni emozione è preziosa per la nostra crescita e tentare di reprimerla e di non sentirla la renderà solo più forte.

Ed è proprio quando questi meccanismi prendono il sopravvento che iniziano le “montagne russe”.

Per raggiungere l’equilibrio emotivo non devi essere sempre positivo

Quando si vive in una condizione di squilibrio emotivo ci si ritrova a vivere picchi di entusiasmo e buon umore, seguiti da discese improvvise in cui emerge il pensiero: “È tutto inutile, non cambierà mai nulla.”

Le fluttuazioni sono naturali, fanno parte dell’esperienza umana. Il problema non è che esistano, ma l’intensità e la frequenza con cui si manifestano quando manca un equilibrio interno

Un percorso di crescita non elimina le emozioni: aiuta a regolarle.

L’obiettivo non è cancellare gli alti e i bassi, ma ridurre l’ampiezza degli estremi, accorciare le cadute, rendere i movimenti più morbidi e progressivamente più vicini a una linea di centro.

Non si diventa piatti o indifferenti.
Si diventa più stabili. 

E la stabilità emotiva è il vero segnale di equilibrio. 

Le emozioni portano un messaggio

Non si tratta di sforzarsi di essere “sempre positivi” o di pensare positivo a tutti i costi, ma di ascoltare ciò che si muove dentro di noi, senza giudicarlo, concedendosi anche momenti di sconforto o tristezza.

Le emozioni ci parlano, ci insegnano, ci trasformano. Accogliere ogni stato emotivo significa vivere pienamente. 

Non possiamo eliminare le tempeste.
Possiamo imparare a riconoscerle e attraversarle senza farci travolgere.

Proprio come dopo la pioggia torna sempre il sole, anche nei momenti difficili c’è la possibilità di trovare chiarezza, forza e nuova energia.

La sfida non è non cadere mai. Ma accogliere ogni momento, restando saldi nel proprio centro. L’equilibrio non è assenza di emozioni. Ma la capacità di regolarle, ascoltarne il messaggio e usarle come guida per crescere.

E tu? Hai imparato a regolare le tue emozioni oppure ti senti sulle montagne russe?

Se vuoi rispondi nei commenti per condividere la tua esperienza.

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